CORRIDOR ELEPHANT

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Juillet 2025

CORRIDOR ELEPHANT

RADIO ALFA

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ÉCOUTEZ L’INTERVIEW ICI

Tempestade 2.1 reçoit la photographe et directrice artistique Olga Caldas, qui nous parlera de son exposition « Le Jardin aux sentiers qui bifurquent » à la Halle Saint Pierre🥰
Rendez-vous ce samedi 1 mars de 14h à 16h sur Radio Alfa 98.6 FM ou sur le site radioalfa.net 🔥

[🇵🇹] Este sábado, Tempestade 2.1 recebe a diretora artística e fotógrafa Olga Caldas que nos falará da sua exposição “Le Jardin aux sentiers qui bifurquent” 🥰
Junte-se a nós este sábado dia 1 de março das 14h às 16h na Rádio Alfa 98.6 FM ou no site radioalfa.net 🔥


TK-21

Des fleurs comme des corps peuplent les jardins. Depuis l’aube, elles attendaient. Elles se composent dans la lumière et deviennent photos.

Olga Caldas nous promène dans son univers noir et blanc et nous perd dans les courbes des pétales, des feuilles et des sculptures qui quelquefois prennent vie, chaque bifurcation mène à des métamorphoses.

Portugal, Paris, Japon, les images se répondent et créent un cheminement.
« Des jardins, des jets d’eau pleurant dans les albâtres,[…] fleuve d’oubli, jardin de la paresse… » [1]

Il y a aussi des corps, d’une grande sensualité, quelques fois trop beaux, quelquefois irréels, pas toujours humains, mais traités comme des fleurs, ce qu’ils sont peut-être quelque part…

Une exposition florilège en quelque sorte.

Notes

[1] Charles Baudelaire, Les Fleurs du Mal

Martial Verdier et Olga Caldas - 2 février 2025

Exposition à la Halle Saint-Pierre
2, rue Ronsard - 75018 Paris Tél. : 01 42 58 72 89
Accès : Métro Anvers (2) / Abbesses (12)
Jusqu’au 16 mars 2025
Du lundi au vendredi de 11h à 18h / samedi de 11h à 19h / dimanche de 12h à 18h.


LACRITIQUE.ORG

Non, nous n’arrivons pas à seulement regarder les fleurs photographiées par Olga Caldas,

ce sont ses fleurs qui nous regardent

Non, ce ne sont pas ses fleurs,

ce sont les cœurs de ses fleurs,

Non, ce ne sont pas leurs cœurs,

C’est leur hile aux plis enchevêtrés,

Le hile, cette petite surface courbe d’une graine ou de la plante

cette cavité qui entoure le visiteur visité en réciprocité.

Petite fleur c’est le nom familier dont certaines mères nomment leur sexe à leur fillette

Olga qui exalte depuis toujours le corps qui se délie, l’intime féminin magnifié, n’a pas changé de sujet 

quand elle photographie les fleurs et leur cœur de lumière qui se révèle naturellement

sans aucun artifice

Le hile n’est pas la blessure universelle comme le dit Godard du sexe féminin dans le film La passion

On pense plutôt à Anddu Bouchet :

La déchirure,

Non,

Le jour de la déchirure

Mais la déchirure, c’est encore une projection masculine qui ne pense généralement aux femmes que pour les déflorer

Ce n’est pas la déchirure que nous montrent les cœurs des fleurs d’Olga Caldas

C’est le jour même, la lumière qui émane d’elles en irradiant 

en illuminant de leurs splendeurs les visiteurs et les visiteuses  

C’est l’origine universelle du monde, l’origine charnelle, l’origine végétale, la joie originelle,  

Ce sont toutes les chaleurs que contient le nom même de Caldas,

Voir, sentir, presque toucher ces fleurs et recevoir leurs humeurs

Immersion de tous et toutes dans son jardin aux senteurs qui bifurquent

VIVI CREATIVO

Il Giardino dei sentieri che biforcano di Olga Caldas. Intervista alla fotografa

Di Cristina Biordi

l titolo di questa mostra si inspira a un racconto del 1941 dello scrittore e poeta argentino Jorge Luis Borges, Il Giardino dei sentieri che biforcano è l’esposizione fotografica di Olga Caldas che si tiene, dal 15 gennaio al 16 marzo 2025, alla Halle Saint Pierre.

Olga Caldas ci accompagna, in questa mostra personale, in un viaggio attraverso diverse esperienze successive che hanno contrassegnato il suo lavoro fotografico per un decennio. Rifiutando un percorso cronologico, la fotografa sceglie di legarle in una sorta di circolo fraterno senza inizio né fine. Perché la cosa più importante è che “i sentieri biforcati”, che ne derivano, possano convergere in determinati momenti e guardarsi l’un con l’altro.

Olga Caldas svela il suo giardino: tra fiori e intimità

Nata in Portogallo e nutrita dall’entusiasmo creativo di Parigi, la fotografa trasforma il proprio giardino in uno studio a cielo aperto. E mostrando questo giardino, svela anche quello intimo delle sue emozioni.

«L’esposizione l’ho voluta come un giardino in cui ci sono diversi sentieri. Il pubblico può scegliere quello da intraprendere, può tornare indietro su suoi passi. Può visitare l’esposizione come vuole, senza seguire un ordine cronologico. Sono esposte diverse serie, l’ultima è recentissima, l’ho realizzata domenica scorsa», spiega Olga Caldas a vivicreativo in occasione del vernissage. «Le differenti serie sono come delle isole fiorite. È una mostra floreale.

Affinità elettive, ed espositive

«Sono molto felice di esporre in questo luogo magnifico, importante per la sua programmazione artistica. Quasi ai piedi della cattedrale del Sacro Cuore». Inoltre, attualmente è in corso la mostra Malcolm de Chazal, che dipinge dei fiori, e la mia mostra – anche se un po’ atipica per questo spazio culturale -è come se entrasse in risonanza con quella dell’artista mauriziano.

L’allestimento presenta, sullo stesso sfondo, i soggetti delle diverse serie non si mescolano e domandano di essere visti separatamente. Si ritrovano reminiscenze infantili, come una ballerina anonima, leggerissima, che prende il volo sulla sua altalena, o la serie dedicata al rituale del bagno, realizzata a Tokyo l’anno scorso.

La camera oscura

Olga Caldas non si interessa la tecnica. Le sue fotografie, mescolando pellicola e tecniche digitali, rivelano una ricerca artistica incentrata sull’ibridazione e la metamorfosi. Utilizza esclusivamente la luce naturale. Talvolta impiega anche la tecnica della “camera oscura”.

Tra gli scatti espositi che utilizzano questa tecnica, La femme fleur, che spiega la fotografa «L’ho realizzata utilizzando la camera oscura. La donna in secondo piano sono io, ho creato una composizione con un fiore ben a fuoco, in primo piano», che diventa un vestito che indossa la Olga Caldas.

 

I fiori: un incontro tra persone

In questo giardino alla Halle Saint Pierre ci sono molti fiori. «Amo rappresentare i fiori come fossero delle persone», dichiara la fotografa. «Realizzo dei loro ritratti perché è come se vedessi la loro testa. Ecco perché in questa mostra sono così imponenti, anche nel formato. È il fiore che mi chiama. In un bouquet o in un grande giardino è un solo fiore che capta la mia attenzione. Sono per me degli incontri».

È questa “visione” del mondo floreale che invece di essere associato alla transitorietà, all’effimero, alle “nature morte” o alla vanità dell’apparenza, in questi scatti prevale è la percezione opposta. L’immediatezza della loro luminosità introduce a una sensazione di eternità.

La fotografia: una rivelazione

«La passione per la fotografia è nata nei banchi di scuola, al liceo, durante un laboratorio di fotografia. Mi affascinava la pellicola. È stata una rivelazione in tutti i sensi: la rivelazione di quest’arte e dell’immagine di una fotografia. Perché bisogna aspettare di aver sviluppato la pellicola per sapere cosa si è creato. È come della magia quando l’immagine comincia ad apparire, a svelarsi. In quel momento mi sento vicina ai primi fotografi, all’emozione straordinaria che hanno provato realizzando le prime fotografie della storia.»

Un altro mondo in bianco e nero

«Non arrivo a lavorare a colori. Lavoro esclusivamente in bianco e nero. È una questione d’estetica. Mi permette di mettere una distanza con il reale, come in un sogno. La realtà è a colori. In bianco e nero un mondo onirico, fantastico. Quello che mi interessa è andare oltre l’apparenza, vedere quello che è dietro, nascosto. Forse, se dovessi lavori a colori, dovresti trovare il modo che non siano i “veri” colori».


Progetti futuri: in Italia dentro la fotografia

Olga Caldas farà parte degli artisti invitati quest’autunno al centro d’arte Casa Regis vicino Biella. Tema della mostra “la fotografia come oggetto“. Per quest’esposizione collettiva, la fotografa ha avuto l’idea di realizzare «Un’installazione in immersione. Ho scelto una sala di questo magnifico palazzo rinascimentale, la ex la biblioteca che ha un soffitto affrescato magnifico. Ricoprirò tutte le pareti con una carta da parati dei miei fiori. Creerò una sala da pranzo. Ci sarà un tavolo apparecchiato: tovaglia, piatti, tutto avrà i miei fiori stampati. Il visitatore sarà dentro la fotografia. Immerso in un ambiente “fotografico”. Sono veramente molto felice di partecipare a questo progetto.»

Il catalogo de Il Giardino dei sentieri che biforcano

Le fotografie di Olga rivelano una ricerca artistica incentrata sull’ibridazione e la metamorfosi. L’esposizione Il Giardino dei sentieri che biforcano è arricchita da un catalogo, in uscita entro febbraio 2025. L’occasione per (ri)visitare la mostra parigina che trasporta i visitatori in un giardino labirinto dove corpi, pietra e piante si incontrano. E farsi dedicare il prezioso volume.

ARTS IN THE CITY

Olga Caldas est une exploratrice méthodique de l’intime et du silence. Pas de hasard dans ses clichés, mais une véritable construction, minutieuse et réfléchie. À travers des photographies en noir et blanc qui jouent sur les contrastes extrêmes, l’artiste compose des scènes où la lumière devient un outil de narration. Les photographies d’Olga Caldas sont le résultat d’une chorégraphie visuelle. Ses fleurs floues traduisent la fragilité de ce qui existe. Ses silhouettes humaines, indéfinies ou partielles, évoquent l’idée de la disparition, mais aussi de la persistance. Unjardin aux multiples visages, comme autant de sentiers qui bifurquent pour mieux nous égarer.

Follow Paris

Sous le ciel gris de Paris, au cœur de la Halle Saint-Pierre, un jardin singulier s’épanouit cet hiver. Du 15 janvier au 16 mars 2025, la photographe et artiste Olga Caldas nous invite à parcourir "Le Jardin aux sentiers qui bifurquent", une exposition à la croisée des chemins entre nature et introspection. « C’est à une déambulation onirique que nous convie l’exposition ; à une promenade dans un jardin aux sentiers qui bifurquent, propice aux rencontres insolites, aux rêveries. Portés par le vent de l’imaginaire, de l’enchantement, de la réminiscence, au gré des chemins, nous nous accordons avec les présences végétales, florales, et les corps de chair, les corps de pierre, qui semblent prendre vie sur notre passage.»

Olga Caldas, enfant du Portugal, a tissé son art dans l’effervescence créative parisienne, s’abreuvant de rencontres avec des œuvres inclassables lors de ses années à la Halle Saint-Pierre. Ces expériences ont ouvert des portes vers des imaginaires insoupçonnés, nourrissant sa quête artistique d’hybridité et de métamorphose. À travers ses photographies argentiques et numériques, souvent en noir et blanc, Olga explore les mystères du corps humain en dialogue avec les éléments naturels, transformant son propre jardin en région parisienne en un studio à ciel ouvert.

Le Jardin aux sentiers qui bifurquent, évoquant le titre labyrinthique de Jorge Luis Borges, est une ode à l’hésitation et au choix, à ces carrefours invisibles où le visible et l’invisible se frôlent. Ses compositions, entre ombre et lumière, suggèrent un monde où chaque feuille, chaque ombre, chaque corps porte la mémoire des saisons et des histoires silencieuses. (…)

À la Halle Saint-Pierre, elle nous offre un moment suspendu, une promenade poétique où disparaître et se redécouvrir. Dans cet espace, le visiteur est invité à se perdre dans la brume des sentiers, à se laisser happer par la texture des images, à rêver un monde qui continue de respirer sans nous, mais pour nous.

BOMDIA

LIFESTYLE

Olga Caldas leva exposição à Halle Saint Pierre, em Paris

Sexta-feira 3 de janeiro de 2025

PARIS 18e ARRONDISSEMENT

Olga Caldas : Le jardin aux sentiers qui bifurquent

Sous le ciel gris de Paris, au coeur de la Halle Saint-Pierre, un jardin singulier s'epanouit cet hiver. Du 15 janvier au 16 mars 2025, la photographe et artiste Olga Caldas nous invite a parcourir Le Jardin aux sentiers qui bifurquent, une exposition a la croisee des chemins entre nature et introspection.

« C'est a une deambulation onirique que nous convie l'exposition , a une promenade dans un jardin aux sentiers qui bifurquent, propice aux rencontres insolites, aux reveries. Portes par le vent de l'imaginaire, de l'enchantement, de la reminiscence, au gre des chemins, nous nous accordons avec les presences vegetales, florales, et les corps de chair, les corps de pierre, qui semblent prendre vie sur notre passage.»

Olga Caldas, enfant du Portugal, a tisse son art dans l'effervescence creative parisienne, s'abreuvant de rencontres avec des oeuvres inclassables lors de ses annees a la Halle Saint-Pierre. Ces experiences ont ouvert des portes vers des imaginaires insoupconnes, nourrissant sa quete artistique d'hybridite et de metamorphose.

A travers ses photographies argentiques et numeriques, souvent en noir et blanc, Olga explore les mysteres du corps humain en dialogue avec les elements naturels, transformant son propre jardin en region parisienne en un studio a ciel ouvert.

Le Jardin aux sentiers qui bifurquent, evoquant le titre labyrinthique de Jorge Luis Borges, est une ode a l'hesitation et au choix, a ces carrefours invisibles ou le visible et l'invisible se frolent. Ses compositions, entre ombre et lumiere, suggerent un monde ou chaque feuille, chaque ombre, chaque corps porte la memoire des saisons et des histoires silencieuses. (...)

A la Halle Saint-Pierre, elle nous offre un moment suspendu, une promenade poetique ou disparaitre et se redecouvrir. Dans cet espace, le visiteur est invite a se perdre dans la brume des sentiers, a se laisser happer par la texture des images, a rever un monde qui continue de respirer sans nous, mais pour nous.,

Crédits : ©Olga Caldas
A partir du 15/01/2025 et jusqu'au 16/03/2025. Halle Saint Pierre.

SORTIR A PARIS

LE JARDIN AUX SENTIERS QUI BIFURQUENT : L'EXPOSITION ONIRIQUE À LA HALLE SAINT-PIERRE

Par Cécile de Sortiraparis · Publié le 9 janvier 2025 à 15h43

La Halle Saint-Pierre accueille le jardin poétique et mystérieux d'Olga Caldas, qui expose ses photographies dans une exposition, du 15 janvier au 16 mars 2025.

L'artiste contemporaine Olga Caldas se dévoile dans une exposition personnelle et poétique, à découvrir à la Halle Saint-Pierre du 15 janvier au 16 mars 2025. Des photographies en noir et blanc nous guident pas à pas dans les méandres de cette existence entre rêveries et douleurs, contemplation et lutte.

L'exposition Le jardin aux sentiers qui bifurquent veut donc nous plonger dans un univers végétal onirique, où les instants se croisent et entament un dialogue. L'artiste raconte ses expériences intimes et artistiques à travers différents moments, présentés de manière anachronique. Dans ce jardin du temps, les visiteurs sont conviés à suivre les "sentiers", sans savoir quelle sera la prochaine œuvre, la prochaine période à jaillir d'entre les végétaux.

Une danseuse sur une balançoire, une femme apaisée dans son bain rituel, un corps qui se débat dans sa chrysalide... Le corps et la nature sont au cœur de ces séries de photographies : l'usage du noir et blanc, les sujets poétiques et oniriques donnent l'impression que ces scènes sont hors du temps, à la fois anciennes et éternelles.

Aux côtés de ces femmes, Olga Caldas présente de nombreuses fleurs. Ces images semblent cacher un mystère, et lient les différents chapitres de cette exposition. Ce jardin fleuri, débuté il y a plusieurs années, a pris le temps de grandir et de se sublimer, au fil des divers projets de l'artiste. En 2025, à la Halle Saint-Pierre, Olga Caldas nous dévoile donc des fleurs éclatantes, fortes, loin de l'idée de la plante éphémère habituellement associée à ces plantes.

Cet hiver, l'artiste contemporaine nous propose donc une balade dans son jardin où le corps de la femme et la nature sont à l'honneur.

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CULTURIUS MAGAZINE


Description

La Halle Saint-Pierre accueille le jardin poétique et mystérieux d'Olga Caldas, qui expose ses photographies dans une exposition, du 15 janvier au 16 mars 2025.

L'artiste contemporaine Olga Caldas se dévoile dans une exposition personnelle et poétique, à découvrir à la Halle Saint-Pierre du 15 janvier au 16 mars 2025. Des photographies en noir et blanc nous guident pas à pas dans les méandres de cette existence entre rêveries et douleurs, contemplation et lutte.

L'exposition Le jardin aux sentiers qui bifurquent veut donc nous plonger dans un univers végétal onirique, où les instants se croisent et entament un dialogue. L'artiste raconte ses expériences intimes et artistiques à travers différents moments, présentés de manière anachronique. Dans ce jardin du temps, les visiteurs sont conviés à suivre les "sentiers", sans savoir quelle sera la prochaine œuvre, la prochaine période à jaillir d'entre les végétaux.

Une danseuse sur une balançoire, une femme apaisée dans son bain rituel, un corps qui se débat dans sa chrysalide... Le corps et la nature sont au cœur de ces séries de photographies : l'usage du noir et blanc, les sujets poétiques et oniriques donnent l'impression que ces scènes sont hors du temps, à la fois anciennes et éternelles.

Aux côtés de ces femmes, Olga Caldas présente de nombreuses fleurs. Ces images semblent cacher un mystère, et lient les différents chapitres de cette exposition. Ce jardin fleuri, débuté il y a plusieurs années, a pris le temps de grandir et de se sublimer, au fil des divers projets de l'artiste. En 2025, à la Halle Saint-Pierre, Olga Caldas nous dévoile donc des fleurs éclatantes, fortes, loin de l'idée de la plante éphémère habituellement associée à ces plantes.

Cet hiver, l'artiste contemporaine nous propose donc une balade dans son jardin où le corps de la femme et la nature sont à l'honneur.